Guglionesi – L’assistenza domiciliare infermieristica funziona

GUGLIONESI. “L’assistenza domiciliare infermieristica funziona”.

È il parere espresso sia dal cittadino sia dagli infermieri di prossimità o di Famiglia e Comunità, che si dichiarano molto soddisfatti per le prestazioni ricevute ed erogate sul territorio.

Le cure domiciliari sono state promosse dalla quasi totalità dei pazienti con una valutazione media complessiva di 9,3 (su una scala da 0 a 10).

All’indagine, condotta nell’arco di dieci mesi del 2023 dal Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell’infermieristica (CERSI), hanno aderito 77 Asl su 110, per una copertura del 75,3% della popolazione residente nel Paese”.

Leggendo il numero di pareri positivi ci viene da pensare che, davvero, l’infermiere che entra in casa diventa uno di famiglia. E con lui anche gli Oss.

Questa è la storia di Nicoletta, una signora di Guglionesi, che da due anni combatte contro una malattia subdola, la SLA e dei figli Antonio e Rosaria che le stanno accanto.

Ma stare accanto a chi soffre di patologie serie, a volte diventa “pesante”, ci sono operazioni difficili da portare a termine e la “fortuna” è trovare degli angeli che si prendono cura del paziente.

Paziente che poi diventa un famigliare, una sorella, una zia, una nonna. I modi empatici, le carezze, i toni soavi che questi uomini e donne in camice bianco usano diventano balsamo che lenisce un po’ tutta la tensione del momento.

Gli Angeli della CSS

Sono gli angeli della CSS – Home Care Molise, le infermiere Veronica, Gilda e soprattutto Giovanna.

Chi scrive ha avuto a che fare con lei, dallo scorso luglio fino ad ottobre, e si unisce all’elogio che Antonio e Rosaria vogliono fare, perché Giovanna ha riso con noi, ha “litigato” con noi ed ha pianto con noi, come solo una di famiglia sa fare.

«Nostra mamma sono due anni che combatte con questa malattia. Una malattia che davvero annienta lei e chi le sta intorno. Io e mia sorella facciamo i turni. Ma, nel corso del tempo, abbiamo avuto la fortuna di trovare persone che amano il loro lavoro e che amano i loro pazienti. Fino alla fine di dicembre c’era Daniele Colucci, a lui va il nostro grazie, per esser stato presente nelle prime fasi di questa malattia, con infermiere e Oss. Da gennaio è arrivato Andrea Di Cesare, e cosa dire? L’anima che ci mettono tutti per rendere meno terribili certi momenti ci riempie il cuore. Quando ci sono loro con mamma, noi sappiamo che è in ottime mani e potremmo anche pensare di ritagliarci un piccolo momento per noi. Siamo diventati una famiglia.

Ma c’è anche un’altra persona nella vita della nostra famiglia, ed è il dottor Mariano Flocco, è lui che decide le ore che Oss e infermiere devono dedicare a mamma e, grazie a lui, nostra mamma è coperta per 12 ore»

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